Giovanna Nicola

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Petra Wyss

Viva la Muerte

La morte ha un significato molto particolare, triste, ma al tempo stesso può essere giocoso, ironico e molto colorato, pensiamo alle tradizioni del popolo messicano:

il buonumore e la gioia caratterizzano la festività del “Giorno dei morti”. Praticamente si accetta la morte come parte integrante della vita di ciascuno, si realizza per l'occasione un pane dolce e decorato (Pan de Muertos), si raccolgono proverbi, frasi e disegni che alludono alla morte, si elaborano giocattoli a forma di scheletri come teschi e come bare di zucchero cristallizzato, tutti che prendono in giro la morte.

Si organizzano per l'occasione veglie e visite ai cimiteri dove si portano cibo, musica, fiori di "cempasúchil" e nelle case si costruiscono degli altari per ricordare i propri morti con fotografie, oggetti e con tutte quelle pietanze e bibite che in vita piacevano al defunto. 

Esistono innumerevoli studi circa il "Giorno dei morti". Per trovare finalmente lo strettissimo ed unico vincolo che unisce i messicani a questa festività ci possono aiutare alcune righe del capitolo "Il giorno dei morti" de "Il labirinto della solitudine" di Octavio Paz:  Per il messicano la morte "la frequenta, la prende in giro, l'accarezza, dorme con lei, la festeggia, è uno dei suoi giocattoli favoriti... ". Il messicano guarda "faccia a faccia la morte, impazientemente, con sdegno o ironia."

La tradizione del "Giorno dei morti" in Messico si racchiude essenzialmente nel tradizionale altare dei morti con il suo alto contenuto di arte popolare e che, nonostante esprima in maniera evidente la propria origine religiosa, per i messicani rappresenta una delle abitudini più intime e profonde, dunque una tradizione legata indissolubilmente al proprio temperamento.